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Azione comune 2008/307/PESC del Consiglio del 14 aprile 2008 a sostegno delle attività dell’Organizzazione mondiale della sanità nel settore della biosicurezza e della bioprotezione nei laboratori e nell’ambito della strategia dell’Unione europea contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa

In vigoreVersione 2008-04-14
Grado B

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Indirizzo https://gelex.eu/eli/EU/act/oj/L/2008/307@2008-04-14/it

Indice
  1. Preambolo
    1. Articolo 1
    2. Articolo 2
    3. Articolo 3
    4. Articolo 4
    5. Articolo 5
    6. Articolo 6
  2. ANNEX
  3. ALLEGATO DESCRIZIONE DEI PROGETTI DA FINANZIARE:
  4. 2.
  5. 2.1. Finalità del progetto
  6. a)
  7. b)
  8. c)
  9. 2.2. Finalità del progetto i)ii)iii)iv)v)
  10. Fase preparatoria
  11. Fase esplorativa
  12. Fase di assistenza tecnica
  13. Fase di valutazione

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 14,

considerando quanto segue:

(1) Il 12 dicembre 2003 il Consiglio europeo ha adottato la strategia dell’UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa (di seguito strategia dell’UE), che nel capitolo III contiene un elenco di misure atte a combattere tale proliferazione.

(2) L’Unione europea sta attivamente attuando la strategia dell’UE e le misure elencate nel relativo capitolo III, in particolare quelle connesse con il rafforzamento della convenzione sulle armi biologiche e tossiniche (di seguito BTWC), compreso il sostegno all’attuazione a livello nazionale della BTWC attraverso, fra l’altro, l’azione comune 2006/184/PESC del Consiglio, del 27 febbraio 2006, a sostegno della convenzione sulle armi biologiche e tossiche nell’ambito della strategia dell’UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, e il piano d’azione dell’UE sulle armi biologiche e tossiniche, a integrazione dell’azione comune dell’UE a sostegno della BTWC.

(3) Il 20 marzo 2006 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato la posizione comune 2006/242/PESC riguardante la conferenza di revisione del 2006 della convenzione sulle armi biologiche e tossiniche (BTWC), con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la diffusione universale della BTWC, adoperandosi per un risultato positivo della conferenza di revisione (di seguito sesta conferenza di revisione). In occasione della sesta conferenza di revisione, svoltasi nel dicembre 2006, l’UE ha promosso la piena osservanza delle disposizioni della BTWC da parte di tutti gli Stati parte della convenzione e il rafforzamento, se necessario, delle misure nazionali di attuazione, comprese le norme di diritto penale, e del controllo sui microrganismi e le tossine patogeni nel quadro della BTWC. L’UE ha inoltre presentato documenti di lavoro sul tema, fra l’altro, della biosicurezza e della bioprotezione.

(4) La sesta conferenza di revisione ha riaffermato l’impegno assunto dagli Stati parte di adottare le necessarie misure nazionali previste negli articoli I, III e IV della BTWC al fine di garantire la sicurezza e la protezione degli agenti microbiologici o altri agenti biologici o delle tossine nei laboratori e in altre installazioni, compreso durante il trasporto, nonché di impedire l’accesso non autorizzato a detti agenti e tossine e la loro rimozione. La conferenza ha inoltre esortato gli Stati parte aventi un’esperienza adeguata nell’adozione di misure giuridiche e amministrative per attuare le disposizioni della BTWC ad assistere gli altri Stati parte che ne facciano richiesta. La conferenza ha incoraggiato siffatta assistenza a livello regionale.

(5) La sesta conferenza di revisione ha deciso di discutere, nel 2008, e promuovere un’intesa comune e un’azione efficace per quanto concerne, fra l’altro, misure nazionali, regionali e internazionali intese a migliorare la biosicurezza e la bioprotezione, comprese la sicurezza e la protezione nei laboratori di agenti patogeni e tossine.

(6) La sesta conferenza di revisione ha inoltre osservato, nell’ambito dell’articolo VII della BTWC, che la preparazione a livello nazionale degli Stati parte rafforza le capacità internazionali di risposta a focolai epidemici, compresi quelli dovuti al presunto utilizzo di armi biologiche o tossiniche, nonché di indagine su tali eventi e di mitigazione dei loro effetti.

(7) La sesta conferenza di revisione ha incoraggiato gli Stati parte, nell’ambito dell’articolo X della BTWC, a continuare a rafforzare le attuali organizzazioni e reti internazionali, in particolare quelle dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), dell’Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE), della Convenzione internazionale per la protezione delle piante (IPPC), invitandoli a continuare a sostenere e/o a migliorare le capacità nazionali e regionali di indagine, rilevazione e diagnosi delle malattie infettive e altre possibili minacce biologiche, e di lotta contro le stesse, ed esortando gli Stati parte che sono in grado di farlo a continuare a sostenere, direttamente e tramite organizzazioni internazionali, le attività di sviluppo delle capacità negli Stati parte bisognosi di assistenza per quanto riguarda il controllo, la rilevazione e la diagnosi delle malattie infettive e la lotta contro di esse, nonché la ricerca nel settore.

(8) Il 15 giugno 2007 è entrato in vigore il regolamento sanitario internazionale (di seguito RSI) avente ad oggetto la propagazione e il controllo delle epidemie di malattie infettive di qualsiasi origine e la risposta alle stesse, il quale impone agli Stati membri dell’OMS di sviluppare le capacità di base nei laboratori e la sorveglianza per consentire l’attuazione dell’RSI. Il segretariato dell’OMS è impegnato a sostenere gli Stati membri dell’organizzazione nell’attuare i rispettivi piani nazionali previsti dall’RSI tramite la sede centrale e gli uffici regionali dell’OMS, compreso l’ufficio OMS di Lione. Il programma di gestione dell’OMS per la riduzione del rischio biologico impartisce direttive su come dovrebbero funzionare i laboratori attraverso orientamenti normativi, workshop e formazioni sulle pratiche di biosicurezza, la bioprotezione nei laboratori e i codici di condotta per una ricerca responsabile nel campo delle scienze della vita. Ha inoltre un ruolo nella definizione degli orientamenti delle Nazioni Unite sul trasporto delle sostanze infettive. A norma dell’RSI i laboratori della sanità pubblica svolgono un ruolo anche nel prepararsi a far fronte alle minacce di tipo biologico, chimico, radiologico e nucleare. Le definizioni di biosicurezza e bioprotezione nei laboratori figurano nel Manuale di sicurezza nei laboratori, 3a edizione (2004), e in Biorisk management, Laboratory Biosecurity Guidance (2006).

(9) L’attuazione della presente azione comune è eseguita secondo l’accordo quadro in materia finanziaria e amministrativa (di seguito accordo quadro) concluso tra la Commissione europea, da un lato, e le Nazioni Unite, dall’altro, che definisce un quadro per le Nazioni Unite e la Commissione europea inteso a rafforzare la loro cooperazione, compreso il partenariato operativo,

HA ADOTTATO LA PRESENTE AZIONE COMUNE:

Articolo 1

1. Al fine di dare applicazione immediata e pratica agli elementi pertinenti della strategia dell’UE, l’Unione europea contribuisce all’esecuzione delle decisioni adottate dagli Stati parte nella sesta conferenza di revisione della BTWC con i seguenti obiettivi:

a) garantire la sicurezza e la protezione di agenti microbiologici o altri agenti biologici o tossine nei laboratori e in altre installazioni, se del caso anche durante il trasporto, al fine di impedire l’accesso non autorizzato a detti agenti e tossine e la loro rimozione;

b) promuovere le pratiche di riduzione del rischio biologico e le attività di sensibilizzazione, ivi incluse la biosicurezza, la bioprotezione, la bioetica e la preparazione contro l’uso improprio deliberato di agenti biologici e tossine, grazie alla cooperazione internazionale in questo settore.

2. Per realizzare gli obiettivi di cui al paragrafo 1, l’UE vara progetti che consistono nelle seguenti misure: Una descrizione particolareggiata dei progetti in questione figura nell’allegato della presente azione comune.

a) organizzazione di workshop di sensibilizzazione, consultazioni e formazioni per le autorità competenti nei pertinenti settori e per i direttori/il personale di laboratorio a livello nazionale, subregionale e regionale, affinché le pratiche di riduzione del rischio biologico siano capite meglio ed attuate in modo efficace nei laboratori e in altre installazioni, se del caso anche durante il trasporto;

b) assistenza ad un paese prescelto per revisionare la capacità di risposta sanitaria nel quadro del rafforzamento della preparazione nazionale contro attacchi biologici, per sviluppare e attuare un piano di gestione della riduzione del rischio biologico, per quanto concerne in particolare la pratica e la sicurezza nei laboratori, e armonizzarlo con piani integrati di preparazione nazionale e rafforzare le prestazioni e la sostenibilità dei laboratori nazionali collegandoli a reti regionali e internazionali.

Articolo 2

1. La presidenza, assistita dal segretario generale/alto rappresentante (di seguito SG/AR), è responsabile dell’attuazione della presente azione comune. La Commissione è pienamente associata.

2. L’attuazione tecnica delle misure di cui all’articolo 1, paragrafo 2 è a cura dell’OMS, compreso l’ufficio OMS di Lione. L’OMS assolve i suoi compiti sotto il controllo dell’SG/AR che assiste la presidenza. A tal fine l’SG/AR stabilisce le necessarie modalità con l’OMS.

3. La presidenza, l’SG/AR e la Commissione si tengono regolarmente informati in merito all’attuazione della presente azione comune, secondo le rispettive competenze.

Articolo 3

1. L’importo di riferimento finanziario per l’attuazione delle misure di cui all’articolo 1, paragrafo 2 è pari a 2105000 EUR, a carico del bilancio generale dell’Unione europea.

2. Le spese finanziate con l’importo di cui al paragrafo 1 sono gestite conformemente alle procedure e alle norme della Comunità applicabili al bilancio generale dell’Unione europea.

3. La Commissione vigila sulla corretta gestione delle spese di cui al paragrafo 2, che assumono la forma di aiuto non rimborsabile. A tal fine, la Commissione conclude un accordo di finanziamento con l’OMS. Detto accordo prevede che l’OMS deve assicurare che la visibilità del contributo dell’UE sia adeguata alla sua entità, anche attraverso la partecipazione di esperti UE.

4. La Commissione si adopera per concludere l’accordo di finanziamento di cui al paragrafo 3 il più presto possibile dopo l’entrata in vigore della presente azione comune. Essa informa il Consiglio sulle eventuali difficoltà di detto processo e sulla data di conclusione dell’accordo di finanziamento.

Articolo 4

La presidenza, assistita dall’SG/AR, riferisce al Consiglio sull’attuazione della presente azione comune sulla scorta di relazioni trimestrali elaborate dall’OMS. Su tali relazioni il Consiglio baserà la propria valutazione. La Commissione è pienamente associata e riferisce al Consiglio in merito agli aspetti finanziari dell’attuazione della presente azione comune.

Articolo 5

La presente azione comune entra in vigore il giorno della sua adozione. Essa scade ventiquattro mesi dopo la data di conclusione dell’accordo di finanziamento di cui all’articolo 3, paragrafo 3, o sei mesi dopo la data di adozione qualora entro tale termine non sia stato concluso un accordo di finanziamento.

Articolo 6

La presente azione comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Lussemburgo, addì 14 aprile 2008. Per il Consiglio Il presidente I. Jarc

ANNEX

ALLEGATO DESCRIZIONE DEI PROGETTI DA FINANZIARE:

1. Obiettivi generali L’obiettivo generale della presente azione comune è quello di sostenere, tramite i progetti descritti in appresso, l’attuazione della BTWC, in particolare gli aspetti relativi alla sicurezza e alla protezione degli agenti microbiologici o altri agenti biologici e delle tossine nei laboratori e in altre installazioni, se del caso anche durante il trasporto, al fine di impedire l’accesso non autorizzato a detti agenti e tossine e la loro rimozione. L’obiettivo è altresì quello di contribuire all’opera di sensibilizzazione alle pratiche di gestione dei rischi biologici e di promuovere, segnatamente mediante il progetto 2, l’armonizzazione delle buone prassi nazionali di laboratorio e una risposta agli agenti biologici con una preparazione generale contro gli attacchi biologici a livello nazionale.

2. Obiettivi specifici legati al progetto I progetti descritti in appresso riguarderanno tre settori particolarmente preoccupanti nell’ambito della propagazione accidentale e deliberata di malattie:

2.

1) il rischio che terroristi o altri criminali abbiano accesso ad agenti patogeni biologici e tossinici pericolosi. L’intenzione dei terroristi di acquisire e utilizzare la malattia come arma deve essere controllata. Episodi come l’invio di lettere contenenti spore di antrace negli USA nel 2001, possono provocare gravi turbative d’ordine politico ed economico;

2) un notevole aumento di nuovi laboratori in generale, e in particolare di laboratori ad alto contenimento che accusano ritardi per quanto riguarda il rispetto di norme adeguate in materia di biosicurezza e bioprotezione. Negli ultimi anni un numero considerevole di paesi, compresi quelli con risorse limitate, hanno stanziato fondi per costruire laboratori ad alto contenimento. Se ciò consente da un lato agli scienziati di tali paesi di acquisire esperienza nella manipolazione di agenti patogeni pericolosi quali il corona virus della SARS o i virus responsabili della febbre emorragica virale, dall’altro può anche comportare rischi, soprattutto nei paesi che non sono in grado di destinare fondi sufficienti alla manutenzione a lungo termine delle loro installazioni né forniscono adeguata formazione al personale;

3) il verificarsi di incidenti di laboratorio e il rilascio accidentale di biomateriali estremamente pericolosi a causa di pratiche inadeguate di biosicurezza e bioprotezione nei laboratori e in altre installazioni, e l’inosservanza dei regolamenti delle Nazioni Unite relativi all’imballaggio e al trasporto di sostanze infettive. Tre incidenti di laboratorio distinti riguardanti la SARS, verificatisi in Asia nel 2003 e 2004, e il decesso recente avvenuto in Russia in seguito ad un’infezione da virus della febbre emorragica Ebola contratta in laboratorio, nonché carenze nelle pratiche di biosicurezza che hanno portato a infezioni contratte in laboratorio (tularemia e melioidosi) negli USA sono esempi che illustrano i rischi associati inerenti a pratiche inadeguate di biosicurezza e bioprotezione in laboratorio per migliorare le quali è necessario un maggiore impegno attraverso pratiche di gestione e formazione del personale, indipendentemente dal tipo di ambiente di laboratorio (umano, animale o agricolo) in cui si trova il lavoratore.

2.1. Progetto 1: promozione della gestione della riduzione dei rischi biologici tramite la mobilitazione regionale e nazionale

2.1. Finalità del progetto

Finalità del progetto è incoraggiare gli Stati ad assumersi la responsabilità di elaborare programmi destinati ad evitare l’esposizione o il rilascio accidentali e a prevenire l’acquisizione abusiva o l’uso improprio intenzionali di agenti biologici nei laboratori. Il progetto coinvolgerà i responsabili politici nazionali nel settore della sanità nonché i direttori e il personale di laboratorio al fine di incoraggiarli ad impegnarsi a favore di una cultura della biosicurezza e della bioprotezione. Il progetto contribuirà inoltre allo sviluppo di programmi di riduzione dei rischi biologici a livello nazionale, regionale e internazionale, anche attraverso il collegamento in rete di laboratori e la definizione armonizzata di biosicurezza e bioprotezione nei laboratori dei paesi della regione, allo scopo di promuovere la trasparenza e l’impegno a favore della bioetica (compresa la promozione della non proliferazione). Sarà prestata particolare attenzione alla creazione di una rete intersettoriale tra la sanità pubblica e altri settori quali la salute degli animali e l’ambiente, al fine di assicurare un approccio coordinato e globale alla riduzione dei rischi biologici.

Risultati del progetto i)ii)iii)iv)v)

Le regioni e i paesi saranno impegnati in un dialogo attivo sulle questioni connesse alla sicurezza e alla protezione degli agenti biologici e tossinici pericolosi nei laboratori e in altre installazioni; sarà stilato l’inventario delle pratiche esistenti di biosicurezza e bioprotezione nei laboratori; sarà sostenuto lo sviluppo di piani nazionali, in particolare nel rispetto dell’RSI, regolamentazioni sugli agenti patogeni e misure di controllo al fine di rafforzare la sicurezza e la protezione nella manipolazione di materiali altamente infettivi; saranno sviluppati programmi di formazione destinati ai responsabili politici, ai direttori e al personale di laboratorio affinché continuino ad impegnarsi a favore delle pratiche di riduzione dei rischi biologici (sono comprese la bioetica e la promozione dei codici di condotta); saranno forniti i mezzi per collegare le parti interessate nazionali tra di loro e con organizzazioni internazionali (fra cui la FAO, l’OIE e l’IPPC) al fine di sostenerne le attività e aiutarle a diventare partner mondiali responsabili in seno agli enti professionali regionali e alle reti internazionali.

Descrizione del progetto

a)

Workshop di mobilitazione a livello regionale per sensibilizzare alla gestione della riduzione dei rischi biologici e per intraprendere iniziative operative concrete incentrate sui paesi nel settore della biosicurezza e della bioprotezione Nel 2006 l’OMS ha organizzato workshop di sensibilizzazione alla gestione della riduzione dei rischi biologici in America centrale e meridionale, nei paesi del Mediterraneo orientale e nei paesi africani anglofoni. Completerà questo primo ciclo informativo di sensibilizzazione globale nelle restanti regioni e darà un seguito a tali sforzi mediante attività di mobilitazione più mirate per soddisfare le specifiche esigenze dei paesi nelle regioni selezionate, anche per quanto riguarda la bioetica e i codici di condotta. Al fine di evitare doppioni e di coordinare e armonizzare gli approcci, l’OMS consulterà le parti interessate e i donatori (attori internazionali e organizzazioni non governative) sui progetti in corso e sulle esigenze in termini di assistenza. Sono previsti cinque workshop regionali che potrebbero essere rivolti alle seguenti regioni: Africa subsahariana, America meridionale, Asia del Sud e del Sud-Est, Asia dell’Est/Pacifico occidentale, Asia centrale e paesi dell’Europa orientale (compresa la Russia).

b)

Consultazioni con le autorità competenti interessate per coinvolgerle nella gestione della riduzione dei rischi biologici nel settore sanitario L’OMS procederà a consultazioni con le autorità competenti nei settori pertinenti e con i direttori dei laboratori di riferimento per incoraggiarli a impegnarsi nella gestione della riduzione dei rischi biologici. Sono previste almeno quattro visite. I paesi da visitare saranno scelti in seguito a un processo di consultazione nell’ambito del comitato direttivo e la selezione dei paesi terrà conto del loro impegno a favore dell’attuazione della politica di non proliferazione.

c)

Workshop approfonditi su temi specifici relativi alle pratiche di riduzione dei rischi biologici L’OMS organizzerà almeno due workshop regionali per discutere temi specifici destinati ad approfondire la conoscenza degli elementi delle pratiche di riduzione dei rischi biologici con i responsabili politici in materia di sanità e con i direttori e il personale di laboratorio. Si affronteranno questioni relative alla legislazione e alla gestione e si discuterà come assicurare la sostenibilità dei programmi tramite reti, seminari ed enti professionali. I seminari riguarderanno in primo luogo i paesi del Mediterraneo orientale e dell’Europa orientale, o altri paesi interessati dalla procedura di selezione del progetto 2.

2.2. Progetto 2: rafforzamento della sicurezza e delle pratiche di gestione dei laboratori contro i rischi biologici (modello dimostrativo per i paesi)

2.2. Finalità del progetto i)ii)iii)iv)v)

Stabilire l’inventario delle capacità di risposta sanitaria e valutarle, in particolare con riguardo agli agenti biologici e tossinici, nell’ambito del rafforzamento della preparazione nazionale contro gli attacchi biologici collegando il settore sanitario con i settori degli affari esteri, della giustizia, dell’ambiente, del commercio, dell’agricoltura (e della salute animale) e dell’intelligence; organizzare un forum per tenere informati e collegati gli attori nazionali interessati per quanto riguarda la preparazione e la capacità di risposta in materia di sanità pubblica; sviluppare un piano di gestione della riduzione dei rischi biologici, per quanto concerne in particolare la pratica di laboratorio e la sicurezza, armonizzandolo con piani integrati di preparazione nazionale; attuare il piano di gestione nazionale della riduzione dei rischi biologici, per quanto concerne in particolare la pratica di laboratorio e la sicurezza; individuare e rafforzare le prestazioni, la capacità e la sostenibilità dei laboratori nazionali attraverso il loro collegamento con reti di laboratori regionali e internazionali.

Risultati del progetto i)ii)iii)iv)v)vi)

Rafforzamento del programma del paese selezionato al fine di minimizzare i rischi biologici; miglioramento delle conoscenze e maggiore fiducia tra le parti interessate a livello nazionale riguardo al ruolo svolto dal settore della sanità pubblica in risposta agli incidenti biologici; collegamento della componente di laboratorio biologico con le parti interessate a livello nazionale nell’ambito della risposta agli incidenti biologici; miglioramento della sicurezza, della qualità e delle prestazioni di laboratorio; continuità assicurata della qualità e connettività dei laboratori riconosciuti mediante convalida regionale e internazionale; fornitura al paese di capacità essenziali di laboratorio nel rispetto delle disposizioni dell’RSI.

Descrizione del progetto

Ai fini di quanto descritto sopra, il progetto sarà attuato in un arco di tempo appropriato che richiederà un impegno prolungato da parte sia del paese richiedente che dell’UE. Il progetto sarà attuato in fasi. Un esperto distaccato a spese dell’UE dovrebbe essere nominato capo del progetto per paese.

Fase preparatoria

L’OMS individuerà un certo numero di paesi candidati al progetto, al fine di raccomandare agli Stati membri dell’UE, tramite il comitato direttivo, un candidato idoneo. I criteri di selezione si baseranno in via prioritaria sugli aspetti relativi alla non proliferazione. L’OMS e la presidenza, assistita dall’SG/AR, terranno discussioni esplorative con i paesi candidati. Sulla base dei progressi scaturiti da tali discussioni, l’OMS effettuerà nei paesi delle visite esplorative preliminari, rilevanti per la fase successiva del progetto. L’OMS designerà un responsabile di progetto, cittadino di uno degli Stati membri dell’UE. Al termine del processo preparatorio, sarà firmato un memorandum d’intesa dall’UE (rappresentata a tale scopo dalla presidenza, assistita dall’SG/AR), dall’OMS e dal paese selezionato.

Fase esplorativa

Nella fase esplorativa, l’OMS vaglierà le attività e i mezzi nazionali a disposizione del paese selezionato contro rischi biologici e aiuterà lo stesso ad armonizzarli con la preparazione nazionale contro gli incidenti biologici. Questo includerà il completamento dell’esercizio di valutazione degli incidenti biologici e del piano di coordinamento per informare tutte le parti interessate sullo stato di preparazione nazionale contro gli incidenti biologici, e l’avvio dell’armonizzazione delle responsabilità in materia di sanità pubblica nel piano di preparazione nazionale per le minacce biologiche e/o gli incidenti e le emergenze di sanità pubblica di portata internazionale.

Fase di assistenza tecnica

In questa fase, l’obiettivo è rafforzare le pratiche di laboratorio per rispondere a un evento sanitario di portata internazionale e per garantire che le prestazioni di laboratorio siano sicure e i relativi risultati siano convalidati a livello nazionale, regionale e internazionale. Per conseguire tali obiettivi sarà fornita ai responsabili una formazione nel settore della sanità pubblica e della risposta agli attacchi biologici. Saranno elaborati piani per le infrastrutture di laboratorio e i professionisti del paese in materia di biosicurezza saranno collegati alle reti internazionali, anche attraverso la partecipazione alle riunioni e conferenze annuali delle associazioni internazionali di biosicurezza.

Fase di valutazione

L’OMS predisporrà, su base trimestrale e in cooperazione con il paese selezionato, relazioni che valuteranno l’attuazione dei piani di preparazione nazionale contro gli attacchi biologici nonché le prestazioni dei laboratori nazionali dal punto di vista della biosicurezza e della bioprotezione, e trasmetterà tali relazioni di valutazione alla presidenza, assistita dall’SG/AR, e alla Commissione.

3. Durata La durata totale stimata per l’attuazione della presente azione comune è di 24 mesi.

4. Beneficiari I beneficiari sono gli Stati parte della BTWC o gli Stati che hanno avviato il processo di ratifica/adesione. L’azione comune è principalmente rivolta ai paesi e alle regioni che sono vulnerabili a causa di pratiche rischiose nei laboratori biologici, che accrescono ulteriormente il rischio di perdita, furto e uso improprio di microrganismi ad alto rischio e dei loro prodotti.

5. Ente incaricato dell’attuazione del progetto La presidenza, assistita dall’SG/AR, è responsabile dell’attuazione e della supervisione dell’azione comune in fase di attuazione. La presidenza affiderà l’attuazione tecnica all’OMS. I progetti saranno attuati dal personale dell’OMS in collaborazione, ove opportuno, con gli Stati membri (esperti degli Stati membri) dell’OMS, in particolare gli Stati membri dell’UE. Nel caso di assunzione di nuovo personale per l’attuazione del progetto, dovrebbe essere accordata la preferenza ai cittadini degli Stati membri dell’UE. L’attuazione dell’azione comune sarà supervisionata da un comitato direttivo comprendente rappresentanti dell’OMS, della presidenza dell’UE assistita dall’SG/AR e della Commissione. Le riunioni del comitato direttivo si terranno ogniqualvolta necessario, ma almeno due volte l’anno, per riesaminare i progressi e per discutere di questioni inerenti all’attuazione. Questo garantirà l’armonizzazione dell’attuazione del progetto nel suo insieme e delle relazioni di valutazione. Il comitato direttivo fungerà inoltre da meccanismo di selezione dei paesi per il progetto 1 b) e il progetto 2.

Versioni

  1. 2008-04-14